Il Jonestown di Introvigne 

Di Di Miguel Martinez.

29 Novembre 1998
 

Massimo Introvigne ci fornisce un esempio dei suoi obiettivi politici in un articolo su Jonestown: La tragedia di Jonestown. 18.11.1978 - 18.11.1998: a vent'anni dai suicidi-omicidi del "Tempio del Popolo". È curioso notare che, nonostante sia stato presentato come articolo del quotidiano cattolico L'Avvenire, di fatto era disponibile sul sito Cesnur già due giorni prima della data di pubblicazione. Almeno non abbiamo dovuto comprare il giornale per leggerlo.

Molti articoli di Introvigne sono scritti sia in italiano che in inglese. Questa volta, però, la versione inglese è molto più corta di quella italiana e soprattutto non comprende le sue tesi ideologiche su Jonestown. Forse si è reso conto che gli americani, più vicini agli eventi in oggetto, avrebbero avuto più problemi degli italiani ad accettarle.

La tesi di Introvigne è molto semplice. Il Tempio del Popolo, il culto definitivo che ha condotto al suicidio di massa più di 900 persone, non era un movimento religioso ma politico, un movimento comunista, per l'esattezza.
 
 

«La questione essenziale riguarda però la natura del Tempio del Popolo: "setta" o movimento religioso oppure gruppo politico estremista? O entrambi? Il professor John R. Hall [] definisce l'operazione di Jones "un inganno fondato sull'uso della religione per promuovere il socialismo", e ritiene che i numerosi riferimenti a Dio nel linguaggio del Tempio del Popolo fossero semplici metafore che rimandavano alla nozione marxista di mondo in evoluzione verso il comunismo»
 

In parole povere significa che la colpa viene spostata dalle "sette" al "comunismo". Introvigne cita poi Halls, secondo cui Jones era "congelato in un orientamento leninista-stalinista" ed aveva un "accostamento stalinista al bolscevismo", affermazione ridicola per chiunque abbia letto sia le deliranti farneticazioni di Jones che le pignolerie teologiche dei teorici marxisti.

Naturalmente Introvigne tralascia il fatto che, mentre in USA chiesa e governo sono tradizionalmente separati, religione e politica sono mescolate quasi quanto in Iran. Gli Stati Uniti non hanno una importante tradizione di ideologie laiche di stile europeo. I Padri Fondatori, il movimento abolizionista, il populismo, il movimento che ha condotto al proibizionismo, il movimento dei diritti civili, Malcom X, Jerry Falwell sono tutte prove di quanto ogni importante evento politico della storia americana abbia forti colorazioni religiose. 
 
 

«Dicono le Sacre Scritture, 'Or non veniamo meno nell'animo facendo il bene; se infatti non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo.' 

Da questa gioiosa sommità di celebrazione, udiamo il richiamo a servire nella valle. Abbiamo sentito le trombe, abbiamo cambiato la guardia e ora, ciascuno a modo suo e con l'aiuto di Dio, dobbiamo rispondere alla chiamata. 

Grazie, e Dio vi benedica tutti.»

 

Dal contesto non potremmo dire se si tratti di un discorso politico o di un predicatore. Di fatto sono le parole con cui Clinton ha chiuso il suo discorso inaugurale del 1993.

Quella che Harold Bloom chiama la "Religione Americana" è in prevalenza millenarista, fondata com'è sul compimento del Regno, e in sé è una nozione altamente politica che implica un governo molto concreto del Messia sull'Umanità intera. Quasi tutte le aspirazioni utopiche nate negli Stati Uniti, anche quelle pubblicamente fondate sulla teoria marxista, sono ispirate a questa visione.

In particolare nel caso di un piccolo gruppo millenarista, solo marginalmente coinvolto nel "vero" disegno politico, qualsiasi distinzione tra "religione" e "politica" è destinata, negli Stati Uniti, ad essere puramente nominale e non, come la mette Introvigne, "la questione essenziale".

I critici delle sette, però, diranno che il problema se il gruppo era "cristiano" o "comunista" non è assolutamente la "questione essenziale". Quel che conta è il perché 900 membri di un gruppo si siano tolti la vita. La risposta fornita dalla maggioranza dei critici delle sette è relativamente semplice. Da più di un secolo i sociologi dicono che le dinamiche di gruppo, specialmente nei gruppi autoritari, possono condurre l'individuo alle azioni più impensabili.

Non è così per Introvigne che fa un tentativo eroico di gettare a mare tutta la scienza sociale: 
 
 

«Ultimamente è l'ideologia a spiegare perché un gruppo in conflitto con la società arriva al suicidio mentre altri reagiscono in modi meno tragici.»
 

La spiegazione per il suicidio di Jonestown dovrebbe apparentemente essere trovata negli scritti di Karl Marx. Per questa ragione il testo di Introvigne fa il dettaglio di una serie di "collegamenti comunisti" del Reverendo Jones. Un nostro amico ha scherzosamente commentato che questi collegamenti sono quasi impressionanti come quelli tra Introvigne e organizzazioni politiche di destra.

Ma il comunismo è un'idea suicida?

Si può dire che il marxismo (e gli scritti dei più o meno legittimi eredi di Marx) ha due facce - una sociologica che sicuramente non ha toni suicidi, e una molto ottimistica ed utopica basata su una visione positiva della vita e del futuro umano (senza un aldilà alternativo). Facile immaginarsi Lenin o Stalin che fanno appelli per uccidere i nemici della rivoluzione, ma è difficile immaginarli che invitano i rivoluzionari a togliersi la vita (si pensava naturalmente che i molti comunisti uccisi da Stalin fossero controrivoluzionari.)

Penso di poter tranquillamente sfidare Introvigne a trovare una frase, in qualsiasi scritto di Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao Tze Tung o Gramsci che inviti i comunisti ad eliminare se stessi.
 

Questo articolo permette a Introvigne di recitare tutti assieme diversi dei suoi ruoli.

Come avvocato condanna (il comunismo) e assolve (le "sette" in generale).

Come apologeta salva dal marchio infamante di associazione al Tempio del Popolo gruppi come Scientology.

Come militante anticomunista accomuna il Reverendo Jones a Pol Pot.

Introvigne tuttavia è un leader di Alleanza Cattolica, una organizzazione di destra che ha molte delle ambiguità del movimento del Rev. Jones. È "cattolico" pertanto religioso, e infatti il gruppo dedica molto tempo alla recita del Rosario. Dall'altra parte il suo obiettivo è di instaurare il "Regno di Maria" sulla terra, sbarazzandosi di comunismo e secolarismo e introducendo un governo teocratico. In cammino verso questo lontano obiettivo, Alleanza Cattolica è, come Jim Jones, altrettanto pronta a stringere alleanze politiche, interferire nei lavori del governo e raccogliere voti. Nei fatti Introvigne stesso è membro del direttivo di un partito politico, il CCD.

Naturalmente Alleanza Cattolica è una organizzazione molto pacifica; dovesse comunque ipoteticamente essere un giorno coinvolta in qualche episodio drammatico, ci si chiede se Introvigne direbbe che è successo perché era cattolica (religiosa) o di destra (politica).
 

Un'ultima nota. In un articolo intitolato "Bugiardo Bugiardo" (*) Introvigne ha lamentato che (per ragioni troppo lunghe da spiegare qui) ho menzionato il fatto che una persona collegata al CESNUR si dice sia un militante omosessuale. Ascoltate Introvigne nel suo articolo su Jim Jones:

«Negli anni 1970 a San Francisco fa parte della "squadra" di George Moscone, l'uomo politico radicale - e omosessuale - che nel 1976 conquista il comune alla testa di una variopinta coalizione di minoranze.»
  

Per qualche insondabile motivo politico, le parole "e omosessuale" compaiono soltanto nella versione in lingua italiana sul sito del CESNUR (non in quella inglese né nell'articolo pubblicato sull'Avvenire).

Introvigne è abile nell'usare un doppio linguaggio. Per quanto debole possa essere il suo ragionamento in questo articolo, è "accademicamente corretto".  Ma ecco la maniera ben più esplicita in cui esprimeva gli stessi concetti alcuni anni fa su Cristianità. Cristianità è la rivista di Alleanza Cattolica e il luogo dove Introvigne si può togliere la maschera. Infatti cita il suo "maestro" politico e spirituale, l'autoproclamato "profeta" brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira, ispiratore delle sue idee sul "comunismo":
 
 

«Jonestown fu comunque il suicidio di una rivoluzione che - per usare le parole di Plinio Corrêa de Oliveira - possiamo chiamare la Terza Rivoluzione, la rivoluzione socialcomunista.»  
  
("La tragedia del Tempio Solare: il suicidio di una Rivoluzione", in Cristianità, Novembre 1994, p. 16.)
  



Note

(*) "Bugiardo, Bugiardo", di Massimo Introvigne, 10 Novembre 1998. Vedi anche "Gli Agenti Segreti del Parlamento Belga" - Miguel Martinez replica a Massimo Introvigne, 19 Novembre 1998. 




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