Le buffe avventure
di Aldo Torchiaro (IX)
 



Miguel Martínez   

Per agevolare la lettura, il testo è stato diviso in undici parti.
Alla prossima parte
All'introduzione





giovedý, 06 aprile 2006

Colti sul fatto

Lo scontro di civiltà viene costruito, non su complessi ragionamenti, ma su racconti personali e immagini che colpiscono il livello più viscerale dell'essere umano, e che suscitano un clima di odio in grado di giustificare guerre, espulsioni e massacri.

Ogni tanto, si riesce a cogliere gli impiegati dell'orwelliano Ministero della Verità al lavoro. E' successo, ad esempio, con i gay palestinesi "rifugiati in Israele", per le false dichiarazioni attribuite a Martin Luther King e in parte anche per "l'afghano convertito".

Adesso abbiamo un caso nuovo.

Andate in cucina e preparatevi un buon tè, perché questo è un post lungo.

Una targa polverosa

Probabilmente anche a voi sarà arrivata una sequenza di immagini in cui si vede un bambino che si fa passare sopra il braccio la ruota di una vecchia auto, con una polverosa targa di Tehran.

Si tratta di un reportage di un'agenzia iraniana, che racconta di uno di quegli spericolati mestieri che caratterizzano il Terzo Mondo.

Un anno fa, a Città del Messico, mi ricordo di un ragazzo che è salito in metropolitana a dorso nudo, ha steso per terra una coperta piena di cocci di vetri e ci si è rotolato sopra, mentre il suo socio raccoglieva l'elemosina dei passeggeri.

L'ottimo Alessandro, gran conoscitore della lingua farsi, ci racconta:

"Ho trovato il riferimento più completo sul blog persiano newdialog, che riporta la testimonianza oculare di Sa'id Farzane, giornalista dell'agenzia Ilna.

Il bimbo si chiama Amir Hasan ed è un bambino sui sei-sette anni, probabilmente orfano, che vive in quella stessa macchina che gli passa sul braccio. Il bambino è stato brevemente sentito dal giornalista (ovviamente a pagamento); l'uomo che lo sfrutta, organizza questi spettacoli illegali in piccole piazze del sud di Tehran e seda il dolore al braccio del bambino somministrandogli non meglio precisate compresse antalgiche (personalamente, credo più probabile che sia oppio, vista le reperibilità e l'economicità).

Non credo che la sua attività, ora che è stata denunciata, durerà ancora molto.

La fisionomia fa pensare che il bambino sia un Rom o "zingaro", che svolge una delle attività circensi con cui questo popolo riesce a sopravvivere come fuoricasta; e il ciclo vizioso che promuove il degrado dei Rom funziona anche in Iran con la solita, spietata precisione. Curiosamente, vengono chiamati Ghorbati, dall'arabo gharîb - un termine che mi è familiare dai Gurbeti del Kosovo, considerati una sottocasta dei Romà Ragabi.

Dal Ministero della Verità

Il seguito ce lo racconta Paolo Attivissimo, che ha condotto una delle sue splendide indagini anti-bufala, per cui mi limito a poche cose essenziali.

Qualcuno ha preso sei delle sette foto che compongono il reportage.

Ha creato una snella serie di diapositive, corredando il tutto di testi in varie lingue adattati a contesti culturali diversi. A me, sono arrivate due versioni: una in inglese e in ebraico, piuttosto lapidaria, e una in italiano, che dice:

"Un bambino di 8 anni preso ad un mercato in Iran mentre RUBAVA del Pane viene punito in nome della legge Islamica [...] e noi spendiamo i NOSTRI soldi pubblici per aiutarli a costruire le loro MOSCHEE nel nostro paese, e ci sentiamo in colpa per aver offeso la loro SENSIBILITA' (poverini!!) con delle VIGNETTE irriverenti.. [...] e ci scusiamo quando gli Israeliani (Cattivoni!!) si arrabbiano un po' troppo quando vengono fatti saltare in aria sui loro autobus".
Paolo Attivissimo ci riporta una diversa versione, in inglese e in italiano, studiata appositamente per suscitare entusiasmo per la prossima guerra contro l'Iran:
"Vivono ancora nell'età della pietra? Abbiate fiducia in noi ...dicono!!!!! Useremo l'uranio per scopi pacifici ........ dicono!!!!!!!! Se permetteremo loro di possedere l'uranio vedremo se lasceranno un solo ocidentale vivo!!!!!!!!!!!!!"
L'autore deve essere una persona molto particolare, perché segue regolarmente i media iraniani. Fuori dalla CIA e dal Mossad, vi assicuro che il numero di "occidentali" che leggono bene il farsi è molto inferiore a quello di quanti leggono bene l'arabo. Nemmeno io, che ho dato due esami di lingua farsi all'università, ci riesco.

Perché il criminale scarta la settima foto? Perché raffigura il bambino che si riposa subito dopo l'esibizione. E' ripreso da destra, ma si intravede abbastanza bene la sagoma del braccio sinistro, quello che sarebbe stato maciullato:



"Come la pulce di terra"

Come tutta la propaganda veramente efficace, questa è propaganda biologica.

In una società individualista e consumista, la propaganda eroica e marziale è inutile, se non controproducente. Non pretendo di capire che cosa volesse dire davvero Nietzsche, ma è facile applicare le sue parole alle immense riserve umane dei moderati occidentali post-borghesi:

"Guardate! Io vi mostro l’ultimo uomo.

“Che cos’è l’amore? e la creazione? e il desiderio? che cos’è una stella?”: così chiede l’ultimo uomo, e strizza l’occhio.

La terra allora sarà diventata piccola e su di essa saltellerà l’ultimo uomo, quegli che tutto rimpicciolisce.

La sua genia è indistruttibile, come la pulce di terra; l’ultimo uomo campa più a lungo di tutti.

“Noi abbiamo inventato la felicità” - dicono gli ultimi uomini, e strizzano l’occhio.

[...]

“Una volta erano tutti pazzi” dicono i più astuti, e strizzano l’occhio.

Ora la gente ha gli occhi aperti, e sa bene tutto ciò che accade: se non ne ha di motivi da ridere! Ci si bisticcia ancora, ma subito ci si riconcilia, altrimenti ci si rovina lo stomaco.

Ci sono piccoli piaceri per il giorno e piccoli piaceri per la notte: ma sempre badando alla salute.

“Noi abbiamo inventato la felicità” - dicono gli ultimi uomini, e strizzano l’occhio."

Eppure la pulce di terra si può mobilitare con la stessa facilità con cui si mandavano generazioni passate a morire in trincea. Certo, l'ultimo uomo non va a farsi sparare: deve solo godere nel vedere, al telegiornale, i suoi mercenari, forti e ben pagati, che conquistano il mondo.

Per mobilitare l'ultimo uomo, trasformandolo in néoconnarde, si lavora su due elementi: la paura e i buoni sentimenti.

Se loro ci vogliono avvelenare l'acqua, anche il più pacifico ragioniere che si sta costruendo la villetta abusiva al mare darà il proprio appoggio a chi "fa qualcosa" contro i musulmani.

La manipolazione della paura però diventa ancora più potente quando tocca elementi biologici fondamentali: cioè tutto quanto riguardi il rapporto tra i sessi e la generazione, e quindi le categorie che possiamo chiamare "donne", "bambini", "sesso", "famiglia".

Spesso, si tratta di mobilitare il panico diretto sulla minaccia al nostro parco femmine. Ecco che Vittorio Feltri, editore del quotidiano Libero, riferendosi all'epoca al sequestro in Iraq di Simona Pari e Simona Torretta, ha potuto chiedersi:

"Ora vedremo cosa faranno dei beduini arrapati al cospetto di due belle italiane".
Ma questi terrori fondamentali, di avvelenamento e di castrazione, si ammantano dell'illusione della bontà. Ecco che si va in Africa per liberare Faccetta Nera dalla schiavitù; ecco Emma Bonino che insegna agli arabi come si devono comportare tra un'invasione e l'altra.

Il compiacimento della propria bontà, messa in quotidiano risalto dalla malvagità dell'Altro, assume la sua forma suprema in una sorta di cristianesimo spogliato di alcuni dettagli minori, come Gesù, la vita eterna, la salvezza e la dannazione o le regole di vita.

Via l'Angelo dalla Spada Fiammeggiante che custodisce il Giardino, le maledizioni del Sillabo, il consumo della carne e del sangue del Figlio mandato a morire dal Padre, i viaggi nel Purgatorio di Teresa di Lisieux, le estasi dei flagellanti, gli immensi tomi di Tommaso d'Aquino...

Al posto di tutto ciò, troviamo i "valori giudeo-cristiani", riassumibili in un concetto davvero semplice: nessuno nella storia è mai stato buono come noi, nessuno come noi ha mai protetto i bambini dai pedofili, dai comunisti o dai germi. Nessuno come noi ha mai permesso alle ragazze di andare in discoteca fino all'alba. E per questo, noi abbiamo il diritto di sterminarvi.

Credere al falso

Con tutte le sciocchezze e i falsi che girano in rete, non c'era bisogno di conoscere il farsi per capire che queste immagini avevano qualcosa di strano. E' vero che nei mercati cristiani dell'Africa, i ladruncoli vengono bruciati vivi nei copertoni; è vero che nel Brasile tanto caro ai nostri turisti, i meninhos da rua vengono abbattuti a colpi di pistola dalle guardie giurate quando si avventurano nei centri commerciali.

Ma quella frase, "ha rubato un pane", è un po' troppo.

Nelle foto, poi, il bambino non è trattenuto da nessuno: è chiaro che è lui stesso a mettere il braccio sotto la macchina.

Ormai anche le persone più ottenebrate sanno che quando ti arriva un appello o una notizia anonima e poco chiara, si deve andare sul sito di Paolo Attivissimo a controllare se si trova nella sua preziosa raccolta di bufale.

Quindi, se è un criminale chi ha creato questa serie di diapositive, è un pollo volontario chi l'ha diffusa.

Tra quelli che l'hanno diffusa, merita una segnalazione speciale Arturo Diaconale, direttore del Sanmarino dei quotidiani italiani, L'Opinione.

Leggete il fantastico ragionamento con cui si giustifica, dopo che un lettore aveva segnalato che si trattava di un clamoroso falso:

Caro Ciuffoletti,
Se sono caduto nell’inganno me ne dispiace. Ma non sono affatto pentito della pubblicazione delle fotografie, perché il fatto stesso che girino immagini del genere dimostra la possibilità che eventi di questo tipo si verifichino sulla base di norme che risalgono ai tempi della più cupa barbarie.
Arturo Diaconale
 

 

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