Massimo Introvigne: ricercatore onesto o apologeta interessato?






Di Don Davide Pagliarani

Articolo tratto da La Tradizione Cattolica, nuova serie Anno IX, n. 38-1998.



Introduzione

Il Rapporto sulle sette, che abbiamo presentato nell'articolo precedente a questo, ha un "padrino" particolarmente qualificato, perlomeno nell'immaginario di coloro che si interessano a questo argomento: Massimo Introvigne. Costui ha certamente dato prova in questi ultimi anni di possedere un'impressionante quantità di nozioni sulle sette, ma i suoi lavori sembrano essere viziati da una tara metodologica che emerge facilmente se si studiano al contempo il personaggio e la sua vastissima produzione letteraria. Infatti l'interesse di Introvigne per le sette non nasce per puro amor di ricerca e di contemplazione disinteressata, bensì nell'intento di salvare dal "ghetto" delle sette una ben precisa organizzazione internazionale più volte definita tale.

È lo stesso Massimo Introvigne a rivendicare la paternità del Rapporto sulle sette (1), quantunque egli non nasconda che i redattori del documento si siano serviti anche di altre fonti sui cui contenuti il Nostro non esita ad esprimere riserve: su queste ultime ritorneremo in seguito nel corso del presente studio. In ogni caso, per quanto ci riguarda, il primo ad averci inserito tra le sette è proprio il buon Massimo nel suo voluminoso Le nuove Religioni del 1989 (2).

Questo fatto è tanto più grave (per il Nostro) se si considera che egli conosce ben da vicino il cosiddetto tradizionalismo cattolico ed in particolare il seminario di Ecône con il quale la collaborazione di Alleanza Cattolica (associazione di cui Introvigne fa parte sin dagli albori) è stata, fin dagli inizi degli anni ottanta, tutt'altro che trascurabile e insignificante.

Il Rapporto sulle sette non è altro che il motivo occasionale per le riflessioni che seguono sul più grande "settologo" italiano di fine millennio.
 
 

La collocazione del CESNUR

Grazie al Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR) da lui fondato, Massimo Introvigne ha acquistato in un certo senso il potere assoluto di definizione in materia di "sette" in Italia. Quasi tutti i quotidiani, quando parlano di lui, lo definiscono "il maggior esperto italiano" (a volte anche mondiale) di "nuovi movimenti religiosi", egli viene anche regolarmente definito un "sociologo". Le condanne e le assoluzioni che egli propone vengono ascoltate non solo dai media, ma talora persino dai tribunali.

In realtà si tratta di un'autocertificazione. Introvigne è infatti un procuratore legale che lavora presso lo studio Pierani e Jacobacci di Torino, occupandosi - certamente con perizia - di questioni associate alla legislazione sui brevetti internazionali. Una lettura anche sommaria dei suoi copiosi scritti non giuridici mostra poi un fatto curioso: che egli non si è quasi per nulla occupato della questione delle "sette" fino al 1985; mentre già tre anni dopo si sentiva abbastanza preparato da poter fondare il CESNUR.

Per capire la funzione reale di questa organizzazione, una sorta di think tank (3) di tipo americano, occorre sapere che Introvigne milita sin da giovanissima età in Alleanza Cattolica, la principale emanazione italiana della T.F.P. (Tradizione, Famiglia, Proprietà) brasiliana. Ovviamente, una semplice affiliazione non dimostra nulla; ma bisogna considerare che Introvigne è anche uno dei cinque dirigenti nazionali di Alleanza Cattolica, che scrive ininterrottamente sulla sua rivista da oltre vent'anni e - cosa ancora più importante - che tutti i principali esponenti del CESNUR italiano sono anch'essi militanti dichiarati di Alleanza Cattolica: PierLuigi Zoccatelli, Aldo Carletti, Valter Maccantelli per citarne solo tre. Pensare quindi che vi sia un legame tra Alleanza Cattolica e il CESNUR non costituisce complottismo: è la stessa rivista di Alleanza Cattolica, Cristianità, a rivendicare regolarmente tutte le attività del CESNUR, elencandole in una rubrica dall'esplicito titolo "La buona battaglia": il numero 277 (maggio 1998) della medesima rivista - serva come esempio - segnala due interventi sui nuovi movimenti religiosi del "dottor Massimo lntrovigne, di Alleanza Cattolica, direttore del CESNUR" (4) ed un altro, sullo stesso argomento di "PierLuigi Zoccatelli, di Alleanza Cattolica " (5).

Assodata la simbiosi tra Alleanza Cattolica e il CESNUR, e assodato che il primo è un movimento a carattere dottrinale (per non dire ideologico) con obiettivi ben precisi che non hanno nulla a che vedere con la pura ricerca, cerchiamo di capire quale strategia Introvigne persegua.
 
 

Il metodo di studio di Introvigne

Dai suoi scritti emergono, dietro una cortina fumogena di citazioni dotte, alcuni elementi piuttosto semplici.

- Innanzitutto, la questione delle cosiddette "sette" deve essere posta in termini puramente religiosi, includendo cioè la considerazione di elementi dottrinali ma evitando criteri di valutazione che si baserebbero sull'esame - ad esempio - di comportamenti strani e socialmente discutibili. Al limite, nel caso abbiano luogo, si possono prendere in considerazione reati commessi da singoli membri di tali gruppi (6). In questo modo una setta non potrebbe essere sospettata di essere tale semplicemente perché pratica una sorta di controllo psicologico molto forte sui suoi adepti (leggi: lavaggio del cervello) o perché i membri della medesima si comportano in modo pericoloso per gli altri cittadini.

- Tutti i gruppi poi che desiderano che li si chiami "religioni" sono religioni e come tali meritano una serie di privilegi fiscali e legali (7).

Essendo Scientology o la Chiesa di Moon equivalenti per questo alla Chiesa Cattolica o all'Islam, non bisogna chiamarli sette ma "nuovi movimenti religiosi", termine che Introvigne ha recentemente ripudiato sostituendolo con "minoranze religiose" tout court (8).

Questi gruppi sono però vittime di "intolleranza", di "campagne di odio". Poiché è impossibile che siano stati i gruppi stessi ad attirarsi addosso tale odio, la colpa deve essere attribuita a qualcuno che è il nemico per eccellenza: il "movimento antisette", mosso da una "ideologia laicista e antireligiosa", come copiosamente emerge dagli articoli apparsi regolarmente su Cristianità che portano la firma di Massimo Introvigne ed in particolare dal suo Sette e diritto di persecuzione: le ragioni di una controversia (9).

Quindi il CESNUR si assume il compito di combattere il "movimento anti sette" in nome di una presunta "verità scientifica" in materia, garantita dall'autocertificazione come "accademici", "sociologi" e "studiosi" degli stessi esponenti del CESNUR.

La tesi del CESNUR contrasta in maniera piuttosto palese con la realtà.

- La definizione legale di religione è certo importante per permettere a determinati gruppi di ottenere utili privilegi giuridici, ma, nei termini fondamentalmente dottrinali in cui Introvigne la pone, è praticamente irrilevante rispetto al motivo per cui esiste in molti paesi un acceso dibattito attorno alle "sette". Infatti, se l'esame della dottrina di un gruppo è necessario per identificarlo e conoscerlo, esso è insufficiente per catalogarlo definitivamente come "religione o setta": esistono tantissimi elementi comportamentali (quindi non di natura dottrinale) che indicano, forse ancora prima delle stesse dottrine professate, la presenza di una realtà settaria e pericolosa. Le stesse accuse di truffare le persone, di condurle alla rovina, di distruggere l'unità familiare, di adoperare ricatti e manipolazioni politiche vengono rivolte a gruppi come Scientology e al multilevel marketing (10); ugualmente contro le psicoterapie selvagge e contro alcuni gruppi politici particolarmente aggressivi. Un'analisi scientifica di questa questione dovrebbe quindi affrontare contemporaneamente i culti a sfondo religioso e quelli a sfondo commerciale, politico e psicoterapeutico, ma Introvigne evita persino di considerare questi ultimi. Perché? Cercheremo di rispondere nel corso di questo stesso studio.

- Considerare poi unicamente i reati commessi dai singoli membri - oltre a rivelare la formazione giuridica di Introvigne che non riesce (o non è disposto) a concepire che possano esistere, da parte di certe organizzazioni, comportamenti violentemente antisociali che aggirano però il codice penale - significa prendersela, piuttosto crudelmente, con i soldati semplici e non con i generali (11). Soprattutto significa voler mettere al sicuro le organizzazioni - in quanto tali - da ogni censura, poiché in questo modo chi espia le eventuali colpe dei gruppi (leggi delitti o abusi collettivi) è sempre il singolo membro o affiliato, chiamato a rispondere in prima persona delle proprie azioni, mai considerate (tranne magari qualche eccezione che conferma la regola) in relazione ai "mandanti".

Ma che interesse può avere Introvigne a mettere al sicuro le organizzazioni a scapito dei singoli? Anche a questo quesito cercheremo di dare risposta nel corso del presente studio.

- Il "movimento antisette", il capro espiatorio di Introvigne, semplicemente non esiste, almeno nei termini posti da lui. (12) Esistono ovunque nel mondo persone che non si erano interessate affatto di "nuovi movimenti religiosi" e che hanno dovuto affrontare un trauma in famiglia provocato da qualche gruppo particolarmente aggressivo: la distruzione del loro patrimonio personale, la perdita della famiglia, suicidi di parenti sono solo alcuni di questi traumi.

Queste persone si sono a volte organizzate localmente, in maniera non molto diversa da alcuni genitori che hanno avuto figli tossicodipendenti, per aiutarsi a vicenda e per denunciare le organizzazioni che hanno rovinato le loro vite.

Tra questi gruppi informali esiste una rete di contatti ancora più informale, che non ha nulla a che vedere con una "ideologia laicista" o addirittura una "ideologia antireligiosa". Certo, gli atteggiamenti presunti cattolici di Introvigne e di alcuni altri apologeti dei culti non aiutano queste persone a ritrovare un'eventuale fede religiosa perduta, ma questa è un'altra faccenda.

Allo stesso tempo - altro elemento non trascurabile - la strategia del CESNUR provoca un danno per assimilazione, o se si preferisce per associazione mentale, non indifferente: senza voler entrare qui nel merito di diverse teologie o ideologie, Introvigne, per salvare Scientology (che è in un certo senso il "culto" o "setta" per eccellenza), non esita a mettere sullo stesso piano di questa multinazionale finanziario-politica americana altri gruppi di persone che non adoperano affatto metodi simili; ad esempio i cattolici tradizionalisti!

Questi ultimi sono così abbassati al livello dei satanisti (i quali vengono di conseguenza innalzati al livello della Fraternità San Pio X [il presente articolo è apparso su La Tradizione Cattolica, rivista ufficiale della Fraternità di Pio X in Italia]) e messi comunque nella stessa categoria dei truffatori finanziari internazionali (le cui attività sono in questa maniera equiparate alla difesa della Messa tradizionale). In questo modo non esiste più - concretamente - un vero e soddisfacente criterio oggettivo che permetta di distinguere sette e religioni: così come le prime possono essere considerate alla stregua delle seconde, le seconde possono essere considerate alla stregua delle prime!

Molti rimangono sorpresi nel vedere che un' organizzazione marcatamente "di destra" come Alleanza Cattolica, che negli anni settanta è stata particolarmente vicina anche a mons. Lefèbvre, difenda in questa maniera i peggiori culti. È un equivoco di cui approfitta lo stesso CESNUR che non nasconde l'adesione di Introvigne ad Alleanza Cattolica: come dire, "guardate, persino noi che siamo cattolici 'quasi' tradizionalisti ci rendiamo conto che Scientology è una religione in buona fede"!
 
 

L'elemento propulsore degli studi di Introvigne

La questione però non ha in realtà nulla a che vedere con il tradizionalismo o il conservatorismo cattolico.

Come abbiamo detto, fino al 1985 Introvigne non si è occupato quasi per nulla di "nuovi movimenti religiosi" (nei pochi articoli che scriveva sull'argomento fulminava "le sette", in particolare i Testimoni di Geova). Nel 1984 e nel 1985 sono però accaduti due avvenimenti decisivi: nel 1984 il governo del Venezuela ha messo fuorilegge la "consorella" locale della TFP, definendola una setta pericolosa (13), mentre l'anno successivo la Conferenza episcopale brasiliana, in una sua nota, ha condannato la stessa TFP come setta millenarista (14).

Si tratta di due usi totalmente distinti di un unico termine: in un caso il riferimento era al discutibile comportamento sociale dell'organizzazione, nel secondo alla sua ugualmente discutibile teologia.

La risposta della TFP ha dimostrato il suo tipico atteggiamento di autodifesa aggressiva. Il fondatore dell'organizzazione (Plinio Corrêa de Oliveira) ha infatti subito fatto diffondere una pubblicazione, intitolata "Brainwashing: A Myth Exploited by the New Therapeutic Inquisition" i.e. "Lavaggio del Cervello: Un Mito Sfruttato dalla Nuova Inquisizione Terapeutica", e pubblicata proprio nel 1985 a cura della American Society for the Defense of Tradition, Family and Property (TFP) e della Foundation for a Christian Civilization, Inc., in cui venivano sostenute tutte le tesi attualmente diffuse dal CESNUR e da Introvigne. Tre anni dopo è nato il CESNUR, si dice - in ambienti contigui ad Alleanza Cattolica - proprio dopo una visita del "brevettologo" torinese in Brasile. Alleanza Cattolica e con essa la TFP hanno quindi giudicato opportuno "sacrificare" un'intelligenza brillante e soprattutto versatile come quella di Introvigne, per "consacrarla" esclusivamente allo studio delle sette, al fine di assicurarsi il monopolio sull'argomento, dal quale può dipendere la sopravvivenza delle medesime organizzazioni. Il Nostro dunque, ci dispiace dirlo, prima di essere un ricercatore è l'apologeta di una realtà ben precisa e con la quale (guarda caso!) i rapporti degli stessi tradizionalisti cattolici che egli inserisce tra le sette non sono dei più cordiali.

I conti tornano se si considera attentamente "l'ipotesi" di Introvigne divenuta ormai celebre (15) e se la si inquadra, senza nessun complottismo, in questo contesto: "Particolarmente, ma non solo, in Francia, negli ultimi anni diverse pubblicazioni 'lefebvriane' e 'sedevacantiste' hanno condotto campagne contro le 'sette' (leggi pure TFP N.d.R.) dai toni particolarmente violenti. Se si trattasse soltanto, o principalmente, della difesa della dottrina cattolica tradizionale non vi sarebbe ragione di stupirsi. Ma, di fatto, questa letteratura fa propri gli argomenti del movimento antisette laicista (i.e. quegli stessi argomenti che Introvigne contesta e rifiuta energicamente in quanto rappresentano i principali capi d'accusa contro la TFP N.d.R.), e attacca volentieri realtà del mondo cattolico (l'apologeta Introvigne ci tiene a sottolineario N.d.R.) come la TFP e l'Opus Dei. Pertanto, insorge il legittimo sospetto che il movimento anti-sette si serva di certi gruppi 'lefebvriani' e 'sedevacantisti' come di truppe di avanguardia, di guastatori, da gettare nella mischia per la prima carica all'arma bianca; e, naturalmente, da sacrificare al momento opportuno, giacché adottando i criteri consueti del movimento anti-sette, questi gruppi potranno essere facilmente, a loro volta, squalificati come 'sette' quando, se e nella misura in cui sarà necessario".

E così Introvigne tenta di dissimulare l'inganno! In realtà non è il movimento antisette laicista ad aver catalogato tra le sette i cattolici tradizionalisti, nemici della TFP, bensì l'apologeta di quest'ultima, ben prima del 1996 (anno a cui risale "l'ipotesi") nel già citato Le nuove Religioni.

Risulta chiaro a questo punto come il "movimento antisette laicista", contro il quale Introvigne sistematicamente scaglia il proprio livore e al quale assimila chi vuole, sia stato costruito e sia mantenuto sempre pronto per l'uso come capro espiatorio per chiunque, in un modo o nell'altro, chierico o laico, osi sollevare - anche timidamente - qualche dubbio sulla TFP.

Prima di concludere, un'ulteriore prova di quanto sosteniamo ci viene dalla valutazione che Introvigne fa del Rapporto sulle sette; innanzitutto, come abbiamo già detto, lo stesso Introvigne afferma che il "rapporto segue piuttosto fedelmente l'impostazione" (16) delle sue principali opere sull'argomento, quantunque "nella parte relativa al lavaggio del cervello il rapporto prende certamente una posizione contraria a quella più volte esposta in pubblicazioni del CESNUR e del sottoscritto, e descrive piuttosto le presunte strategie di manipolazione mentale delle 'sette' nei termini consueti dell'ambiente anti-sette italiano e internazionale, con echi evidenti di scritti del professor Michele Del Re" (17). Tuttavia il giudizio di Introvigne resta sostanzialmente positivo, in quanto "su tre pilastri della mentalità antisette due vengono di fatto abbattuti dal rapporto, per cui il terzo - il lavaggio del cervello - mostra piuttosto una natura residuale, e non sembra comunque in grado di sorreggere l'eventuale edificio che su di esso si volesse costruire" (18), quindi la TFP può stare tranquilla per ora, dal momento che il citato opuscolo fatto diffondere dal dott. Plinio Corrêa de Oliveira nel 1985 doveva proprio rispondere a questa accusa di lavaggio del cervello (appunto: Brainwashing) (19).

Resta in ogni caso alquanto anomalo il fatto che un "settologo" serio nel valutare un documento sulle sette focalizzi innanzitutto l'attenzione sulle possibili collusioni dello stesso con la "visione del mondo tipica dei movimenti antisette": questo elemento risulta però meno sorprendente se si considera ciò che ad Introvigne sta veramente a cuore.

Il CESNUR, grazie anche a notevoli mezzi finanziari (che solo in parte sono costituiti dai fondi generosamente messi a sua disposizione dalla giunta di centro-destra che governa la Regione Piemonte), è riuscito come abbiamo visto a monopolizzare il dibattito sulla carta stampata in Italia a proposito delle "sette".

Ma su Internet, dove conta più la documentazione delle idee, il gioco di Introvigne è stato ormai smascherato; consigliamo ai nostri lettori dotati di modem di visitare questi siti, dove potranno trovare tutta la documentazione di un discorso cui abbiamo appena accennato. (20).
 
 

Note

1) Massimo Introvigne è "padre" del Rapporto sulle sette nel senso che i redattori del documento si sono fondamentalmente basati, per la stesura del medesimo, sugli studi del Nostro. Ecco come lo stesso Introvigne si esprime a questo proposito: "I lettori che hanno familiarità con le mie opere enciclopediche Le nuove religioni e Il cappello del mago, I nuovi movimenti magici dallo spiritismo al satanismo si saranno già accorti che il rapporto segue piuttosto fedelmente l'impostazione di queste due opere e spesso ne trascrive frasi o anche interi paragrafi" in Cristianità, n. 277, maggio 1988, p. 8.

2) Massimo Introvigne, Le nuove Religioni, SugarCoEdizioni, Milano 1989, pp. 216 ss.

3) Come i think tanks americani, il CESNUR sembra infatti escogitato ad hoc per assicurare il monopolio dell'informazione e dello studio qualificato sul fenomeno sette.

4) Cristianità, n. 277, maggio 1988, p. 29.

5) Ibidem.

6) È emblematica a questo proposito la difesa perorata da Introvigne dei vertici del movimento giapponese Aum Shinrikyo, in seguito al delitto compiuto da alcuni membri di questa setta i quali hanno sprigionato, nel maggio 1995, del gas tossico nelle gallerie della metropolitana di Tokyo, causando la morte di una decina di persone e l'intossicazione di alcune migliaia.

7) Cfr. "Chi ha paura delle minoranze religiose", relazione del dott. Massimo Introvigne al Convegno Internazionale del CESNUR, Torino, settembre 1998.

Questa tesi Introvigne la ripropone escludendo solo qualche caso estremo "che chiunque riconoscrrebbe come truffe evidenti" (ibidem).

A questo riguardo è interessante la piena approvazione e soddisfazione espressa da Introvigne circa la sentenza dell' 8-10-1997 della Corte di Cassazione Italiana su Scientology che, in quanto e perché religione, è stata assolta dall'accusa di associazione a delinquere e da altri pesanti capi di accusa.

8) Cfr. "Chi ha paura delle minoranze religiose", relazione del dott. Massimo Introvigne al Convegno Internazionale del CESNUR, Torino, settembre 1998.

9) Giovanni Cantoni, M. Introvigne, Libertà Religiosa, Sette e Diritto di Persecuzione, Cristianità, Piacenza 1996.

10) Si tratta di un sistema di mercato tipicamente americano in cui ogni cliente è potenziale rivenditore a condizione che accetti di versare una determinata somma al proprio "datore di lavoro" che spesso non conosce direttamente. In Italia questo sistema è utilizzato per la vendita a domicilio di alcuni particolari prodotti generalmente di fabbricazione nordamericana.

11) Vedasi - come esempio - l'atteggiamento assunto da Introvigne nei confronti del movimento Aum Shinrikyo, di cui alla nota n. 3.

12) Questo non significa che attualmente non esista a livello internazionale una profonda attenzione ai fenomeni religiosi ed ai movimenti di natura settaria, ma essa va concepita fondamentalmente all'interno di quel processo massonico e mondialista che è l'unica vera chiave di lettura degli avvenimenti contemporanei. Le "sette o minoranze religiose" che dir si voglia interessano gli attuali governi in quanto intralciano o favoriscono la realizzazione di questo processo. È quanto si è cercato di dimostrare, in modo estremamente sintetico, nell'articolo precedente a questo, ma le vedute di Introvigne sembrano essere determinate da altre esigenze, più "immediate", come dimostriamo nel presente studio.

13) Cfr. La furia socialista si abbatte sulla TFP -Resistencia, in Bollettino delle 15 TFP, anno I, n. 5.

14) Cfr. L'Osservatore Romano del 07-07-1985, p. 12, n. 408, ed. settimanale in lingua spagnola.

15) Cfr. La Tradizione Cattolica, n. 34, pp. 27-28.

16) Cristianità, n. 277, maggio 1998, p. 8.

17) Ibidem, pp. 8-9.

18) Ibidem, p. 9.

19) È interessante notare come Introvigne esprima invece un giudizio decisamente negativo sull'equivalente francese del Rapporto sulle sette italiano: il cosiddetto Rapporto Guyard del gennaio1996. L'indignazione del Nostro, dopo la pubblicazione del rapporto francese, è stata tale da indurlo a scrivere come risposta, assieme a Giovanni Cantoni, il già citato Libertà Religiosa, Sette e Diritto di Persecuzione. Ma come mai Introvigne ha mostrato un tale interesse e soprattutto tanta animosità per una vicenda francese? La risposta è stata data dalla rivista Sodalitium (anno XIII, n. 46, pp. 66-67), la quale mostra con ampia documentazione che l'indignazione di Introvigne è stata determinata dalla menzione in tale rapporto della TFP nell'elenco delle sette e al contempo dall'assenza dei' "lefebvriani" e dei "sedevacantisti": ecco a cosa si riduce, in ultima analisi, l'interesse di Introvigne per il mondo delle sette.

20) http://xenu.com-it.net/cesnur/index.htm




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