Una introduzione al pensiero marxista di Gianfranco La Grassa
in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro

III parte

 



Per agevolare la lettura, questo articolo tratto da Rosso XXI e scritto da Costanzo Preve è stato diviso in cinque parti.
All'introduzione



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5. L'althusserismo è stato un fenomeno internazionale, che ha preso il nome dal marxista francese Louis Althusser (1918-1990). Per esprimerci in termini politici, esso non ha assolutamente influenzato nè le ortodossie storiciste ufficiali (il PCI di Togliatti e Berlinguer), nè tantomeno le eresie di tipo trotzkista e bordighista. Ortodossie ed eresie sono state concordi ed unanimi nel respingerlo, dal momento che entrambe avevano come minimo comun denominatore lo storicismo, l'economicismo, la teoria degli stadi, eccetera.

Nato come formazione ideologica politica e militante, ma ben presto respinto dagli apparati politici e sindacali dei partiti comunisti e socialisti, l'althusserismo è necessariamente diventato (ma non per colpa sua) una delle tante innocue forme di marxismo universitario, ed in questa forma vivacchia ancora, sia pure in forma sempre più residuale.

Il nostro Gianfranco La Grassa è stato forse il maggiore prodotto dell'althusserismo italiano. Contro lo storicismo, Gianfranco La Grassa ha maturato una concezione del processo storico di tipo discontinuistico, e quindi non progressistico-lineare, e contro l'economicismo una concezione della dinamica capitalistica come ciclica e non stadiale. Contro l'operaismo, Gianfranco La Grassa ha sempre rifiutato una concezione della nozione marxiana di modo di produzione che la riducesse al semplice cosiddetto "processo di lavoro", e dunque alla sola quarta sezione del primo libro del Capitale di Karl Marx.

6. E stato necessario inserire il cinquantennale pensiero di Gianfranco La Grassa nel triangolo costituito dallo storicismo, dall'operaismo ed infine, dall'althusserismo, perché senza questo inserimento sarebbe impossibile cogliere la sua specificità e la sua originalità. Bisogna ora ricordare anche un fattore politico oggi pressoché dimenticato, e cioè che l'althusserismo (o almeno una sua parte significativa) fu in Italia una formazione ideologica prevalente (anche se non unica) nel cosiddetto movimento maoista, o filo-cinese, o marxista-leninista, di cui Gianfranco La Grassa fu indubbiamente un esponente teorico, anche se non militante. Può allora essere utile ricordarne brevemente alcuni tratti storici e teorici.

7. In termini storici il movimento detto filo-cinese durò un ventennio circa, dal 1956 al 1976, e cioè dalla destalinizzazione decretata da Krusciov nel XX congresso del PCUS, fino alla morte di Mao Tse Tung ed alla fine della sua linea politica, sostituita da quella assolutamente opposta di Deng Hsiao Ping.

In Italia è bene distinguere fra il maoismo di tipo "teorico" ed il maoismo di tipo "militante". I due non si incontrarono mai, e questo mancato incontro a mio avviso non fu dovuto solo a spiacevoli situazioni soggettive, ma è la prova provata della sostanziale impossibilità di "trapiantare" in Italia un fenomeno esotico trapiantabile solo ideologicamente e non socialmente e politicamente. I maoismi di tipo "militante", ormai di fatto spariti da tempo, possono essere a loro volta divisi in due classi: il "maoismo" di tipo ortodosso, nostalgico, residuale, staliniano (i vari PCDI-ML, Linee rosse, Linee nere, eccetera), ed il "maoismo" di tipo populistico, più esattamente catto-comunista (Servire il Popolo di Aldo Brandirali, oggi esponente politico di Forza Italia). Infinitamente più interessante fu il maoismo teorico, di cui storicamente Gianfranco La Grassa resta il principale esponente (un altro notevole esponente, il romano Augusto Illuminati, è oggi approdato ad una variante sofisticata della teoria operaista delle moltitudini di Toni Negri - c'è di peggio, ma c'è anche molto di meglio). Il maoismo teorico italiano non presenta comunque aspetti di vera originalità, neppure in Gianfranco La Grassa, perché si tratta in gran parte di una traduzione del maoismo francese contemporaneo, di cui Louis Althusser fornì la parte filosofica e Charles Bettelheim le parti storica ed economica.

Ed ora passiamo alla periodizzazione tripartita del pensiero di Gianfranco La Grassa.

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