Le buffe avventure
di Aldo Torchiaro (V)
 



Miguel Martínez   

Per agevolare la lettura, il testo è stato diviso in undici parti.
Alla prossima parte
All'introduzione





mercoledý, 14 settembre 2005

Dopo la beffa, arriva il Complotto (II)

Se è la prima volta che capitate su questo blog, andate al primo post della serie "Dopo la beffa, il Complotto".

Innanzitutto, cos'è il "sito no global" che avrebbe minacciato Palazzi?

Se Forza Italia dovesse un giorno scrivere "a morte Palazzi" sul proprio sito ufficiale, significherebbe effettivamente una presa di posizione da parte di una precisa organizzazione. Dicendo "sito", Dimitri Buffa quindi genera l'idea assolutamente falsa, che qualche organizzazione no global avrebbe minacciato Palazzi.

Indymedia, invece, è un forum, dove chiunque può scrivere qualunque cosa con la garanzia dell'anonimato. E in effetti, si pubblicano diverse cose interessanti, ma anche moltissima schifezza.

Ci sono dei misteriosi amministratori che hanno il compito di censurare i post - comunque dopo che sono apparsi sul forum. Alcuni, lo fanno lanciando una monetina. Altri decidono in base alle forme che assumono le macchie di vino sui loro mousepad. I più tetri, invece, lasciano passare qualunque cosa, tranne i post di qualche gruppetto di estrema sinistra loro rivale.

Va a finire, in genere, così: se posti un messaggio su Indymedia, nel giro di pochi minuti arriva il primo commento, firmato "hai rotto". Il signor (o la signora) "Hai rotto" ti chiama "nazi di m..." e fa un apprezzamento monolinea sulle abilità erotiche di tua madre.

A questo punto, arriva un secondo commentatore, con un nome tipo "hai rotto fottiti", che ti difende chiamando "hai rotto" un "fascio" e minacciando di sprangarlo.

Un istante dopo, arriva un terzo personaggio, forse sempre il primo commentatore, ma con un altro nick, che dice di sapere nome, cognome e indirizzo di "hai rotto fottiti", e che lo aspetterà sotto casa una di queste sere per sparargli.

Questo paradiso dei troll ricorda molto da vicino certi studenti di scuola media, intenti a esprimere le proprie opinioni con un pennarello nel gabinetto dei maschi (persone informate mi dicono che avviene oggi nel gabinetto delle femmine).

Visto l'assoluto anonimato, è difficile dire chi siano questi commentatori-troll. Forse sono veramente tutti studenti di scuola media. Forse sono gli stessi postatori che si insultano e si minacciano da soli per dare rilievo a quello che scrivono. O forse c'è un unico troll, eternamente attaccato al computer dopo essere stato piantato dal suo cane. Non lo sapremo mai.

Però c'è effettivamente un troll di Indymedia, anche se di tipo diverso, di cui conosciamo il nome. Un troll che nessuno degli amministratori ha mai censurato, per cui si potrebbe definire un attivo membro del forum di Indymedia.

Di questo troll Dimitri Buffa saggiamente evita di parlare. Perché si chiama Abdul Hadi Palazzi. Sì, proprio lui. Se avete seguito con interesse la vicenda della Madre di Tutti i Polli, vi ricorderete sicuramente del post di Aldo Torchiaro, quando scriveva:

"Democracybuilding. Mi scrive Abdul Palazzi [sic], voce dei musulmani d'Italia

Ricevo e pubblico, tra le centinaia di e mail pervenute al mio indirizzo dopo le intimidazioni della Iadl, una lettera che mi riempie di gioia. Quella del rappresentante dell'Assemblea dei musulmani d'Italia."

Da diversi mesi, questa "voce dei musulmani d'Italia", il Dott Prof Shaykh Mawlana Abdul Hadi Massimo Palazzi Abu Omar al-Shafi'i, Gran Cancelliere dell'Ordine e Gran Precettore per la lingua italiana del Supremo Ordine Salomonico dei Principi del Shekal va su Indymedia con grande regolarità, postando ogni volta una fotografia di se stesso, assieme a lunghi proclami. Se volete farne la collezione, basta andare su Indymedia e cercare "Abdul Hadi".

abdul 

hadi palazzi

Una tipica foto di se stesso che Palazzi posta su Indymedia


Ora, Palazzi è uno di quei meravigliosi avventurieri che rendono particolare l'Italia, come il Mago Otelma o Guglielmo Maria Eugenio Rinaldini, il padre dell'Astrofinanza. Sulle esilaranti vicende di Palazzi, vi invito a leggere gli articoli di Francesca Russo.

Massimo Palazzi l'ho conosciuto quando aveva appena sedici anni, e girava con i capelli tagliati corti e una camicia bianca, cercando proseliti per la religione dei Mormoni. Ogni tanto mi giungeva notizia della sua conversione a qualche nuova fede (temo di aver perso il conto di quante), tra cui, ultimamente l'Islam.

Come musulmano, Palazzi iniziò come aggressivo sostenitore della più gretta ortodossia wahhabita, diventando poi critico altrettanto rabbioso dell'eresia wahhabita. Nei primi anni Novanta, la rivista di cui Palazzi era redattore capo, Comunità Islamica, ancora riportava frasi come questa nei suoi editoriali:

"Nessun musulmano potrà mai accettare che anche solo una zolla di TERRA SANTA formi oggetto di mercanteggiamento e sia venduta a prezzo vile e che sia riconosciuta la legittimità della presenza sionista in Palestina."
Poco dopo, e sempre con lo stesso stile scomunicatorio (la definizione è di Francesca Russo), Palazzi si trasformò nel primo (e per ora unico) musulmano sionista d'Italia.

Ma non "sionista" nel senso di qualcuno che critica Hamas perché non accetta l'esistenza dello stato d'Israele. No, sionista nel senso che insulta ferocemente Sharon perché non precede all'espulsione dei nativi palestinesi. I suoi esagitati proclami in materia, una specie di fatwa contro il povero Roberto Benigni e i ripetuti attacchi al Papa, gli hanno meritato, chi sa perché, l'appellativo di musulmano moderato.

Un tempo, Palazzi era solito aggiungere a questo vago titolo quello di "segretario dell'Associazione Musulmani Italiani", finché una serie di diffide da parte dei legali di tale Associazione lo hanno costretto a inventarsi un nuovo movimento, con cambiamento delle vocali: l'Associazione Musulmana Italiana. In questo modo, poteva ancora presentarsi con la sigla AMI. Adesso pare che l'AMI abbia avuto una nuova metamorfosi, dopo un provvedimento d'urgenza del Tribunale di Roma del 15 novembre 2004 a favore della vera AMI: Palazzi parla di una "Assemblea" Musulmana d'Italia, o AMdI.

Palazzi si fregia del titolo di "Professore" e dichiara di insegnare all'università di Velletri. Curiosamente, come dimostra Francesca Russo, l'unica facoltà universitaria esistente a Velletri, all'epoca in cui Palazzi ha cominciato a vantarsi di tale incarico, era quella di enologia. Insomma, o il titolo è inventato, oppure c'è un musulmano che insegna agli italiani come fare il vino. Beh, immagino che anche in Corea ci sia qualche intraprendente compaesano di Palazzi che insegna ai locali come si cucinano i cani.

Più sicuro è il fatto che Palazzi svolge una professione che possiamo definire democratica: concedendo titoli nobiliari, estende infatti a persone senza una goccia di sangue blu la piacevole sensazione di appartenere a un'élite.

Ora, cosa succede quando Palazzi incontra Indymedia? Non sempre per chiedere la messa fuorilegge di qualche organizzazione di sinistra, o la deportazione dei palestinesi. Più innocuamente, Palazzi è andato su Indymedia anche per dare un annuncio professionale - un funzionario della Marina militare, tale Giovanni Dell'Orco, dall'aria assai mite, aveva appena acquistato da Palazzi

"il grado di Cavaliere d'Onore dei Principi Salomonici di Shekal, con diritto a fregiarsi dello Scudo, della Fascia e del Berretto Shekal di Primo Grado"
Il prezzo non viene specificato, ma il tempo e il luogo della concessione sì:
"Dato presso il manto della regalità di Salomone, all'Oriente di Roma, nella Valle del Tevere, il lunedì 9 Shawwal 1425 dell'h., 22 novembre 2004 e. v., 9 Kislev 5765 di v. l."
Se su Indymedia, persino la gente seria viene trattata a pesci in faccia, non è difficile quindi immaginarsi come vengano trattati i proclami di Mawlana (probabilmente il suo titolo preferito, significa all'incirca "Maestro Spirituale").

Citiamo un unico esempio, relativamente inoffensivo, tra le decine che si possono leggere in coda a ogni suo post:

"pala' ma nvedi d'anna fan culo? maula' =cozza"
L'altro giorno, Palazzi mette su Indymedia il post del suo (e ormai nostro) amico Aldo Torchiaro. Si tratta dell'ultimo, prima che tirassimo la lunga corda, proprio quello che inizia con le mitiche parole "CIVILTA'. UNITI SI VINCE, LA LEZIONE CHE RIMARRA' Li abbiamo letteralmente MESSI IN FUGA.", e che ha meritato a Torchiaro il Pollo d'Oro. Ma quella è un'altra storia.

Tra le risposte al post di Palazzi, Spernacchiapanzoni scrive:

Shaykh Abdul Hadi Palazzi?

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!

Un altro troll, più truce, scrive: "Uccidere Palazzi ora e subito ma tu guarda sto panzone se non si fa i cazzi suoi".

Ma, soprattutto, qualcuno posta un'immagine, che linko qui (dal forum di Indymedia) esclusivamente a titolo di documentazione, perché ci aiuta a inquadrare molto meglio il caso nel suo contesto:

abdul hadi palazzi


Se volete il mio parere, non è il massimo della genialità, e credo che la dica lunga sul livello dei troll pubescenti di Indymedia.

Mentre la reazione di Palazzi la dice lunga su Palazzi.

Infatti, sembra che Palazzi abbia interpretata questa come una minaccia di morte per annegamento. Anche se, per banali motivi fisici, sarebbe alquanto difficile capovolgere la non indifferente mole del Dott Prof Shaykh Mawlana per eseguire una tale condanna a morte.

Cosa fa Palazzi quando qualcuno minaccia di tirare la catena (o, se preferite, la lunga corda)?

Fa quello che farebbe qualunque amico di Torchiaro: si rivolge all'Opinione.

(continua) 

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